Vi riportiamo di seguito un articolo comparso su Tv sorrisi e canzoni in occasione della vendita abbinata al settimanale dell'album "Non sono una signora", facente parte della collana: "I grandi album italiani", ristampa dell'omonima raccolta del 1984

Vi ricordate i primi anni '80? La trasgressione in musica si manifestava attraverso il punk, dissacrante, estremo e anarcoide. Era così da una parte e dall'altra dell'Atlantico. Da noi, invece, la musica "ribelle" applicata al pop e al rock finiva spesso per identificarsi con Loredana Bertè, da sempre personaggio unico nello starystem nazionale. Bellezza mediterranea, esuberante e disinibita, dalla vita spericolata e dalla personalità tutt'altro che accomodante, la vulcanica ed eccentrica sorella minore di Mia Martini conosce il proprio momento magico nel biennio 1981-1982. Una stagione da incorniciare per la valorosa interprete di Bagnara Calabra, non priva di importanti mutamenti sentimental-artistici, documentata poi con efficacia da "Non sono una signora" (uscita in origine nel 1984) dove trova spazio una dozzina di canzoni pubblicate in precedenza negli album "Made in Italy" (1981) e "Traslocando" (1982). In sintesi: il meglio del periodo d'oro di Loredana, anti-signora della musica italiana, aggressiva, fragile e sincera fino all'estremo, allora divisa tra Italia e Stati Uniti. Nel 1981 Loredana fa addirittura base a New York. Volata a Manhattan per un corso d'inglese, finisce con il restarci per oltre 6 mesi. La grande mela sarà anche un flipper crudele, umanamente parlando (come confidava ai cronisti dell'epoca) ma intriga parecchio la ragazza. Laggiù si gode l'atmosfera febbrile della metropoli e va fiera di ottimi agganci: dal manager di Bob Dylan, all'arrangiatore brasiliano Eumir Deodato per finire con Andy Warhol. Non a caso è uno dei pupilli del papà della pop art, Christopher Markos, a occuparsi della copertina di "Made in Italy", il suo nuovo disco. E' l'ultimo della collaborazione (iniziata nel 1976 con "Normale o super") con Mario Lavezzi, l'abile produttore con il quale ha vissuto un lungo sodalizio artistico e sentimentale. Tra gli autori al servizio di Loredana, oltre naturalmente a Lavezzi, Alberto Radius, grande chitarra dei Formula 3 e il collaudato paroliere Oscar Avogradro. Musicalmente parlando, "Made in Italy" sprizza negritudine da tutti i solchi.

Merito anche dei Platinum Hook, band non propriamente famosa che, sul finire degli anni '70 incise un paio di dischi per la mitica Motown, in bilico tra soul, funky e disco. E proprio il funk fa da tessuto connettivo sia alla trasgressiva "La goccia" sia all'autobiografica "Number One", dove la Bertè si cimenta anche in fase di scrittura (e fa il bis in "Lontano da dove"), mentre "Ninna nanna" sottolineato da un cantato graffiante e sexy, si appoggia su un reggae tanto solare quanto indolente. Rientrata da una vacanza americana Loredana diventa la regina incontrastata dell'estate 1982. Non c'è radio che non passi "Non sono una signora", ancora oggi tra le sue hit in assoluto più famose, con la quale trionfa al Festivalbar  e ci si aggiudica il terzo telegatto a "Vota la voce". Parole e musica di Ivano Fossati, al tempo fidanzato con la sorella Mia, il brano è urlato con stile inconfondibile e segue le coordinate di un rock ritmato e a tinte forti che non rinuncia alla melodia. Una sorta di manifesto per lei che spiegava: "Non so. Ivano ha un modo strano di lavorare, anzi di rivestire i pezzi a mia misura. Riesce a dargli spessore, ma soprattutto a esprimere il mio modo di pensare, di vivere, di sentire. Insomma, mi ha fatto l'analisi e "Non sono una signora" ne è il risultato". La ballata è ben architettata e attraverso diversi passaggi poetici traccia un personale e azzeccatissimo ritratto dell'irrequieta Loredana. Che, pochi mesi dopo riappare vestita da suora carmelitana per presentare in pompa magna "Traslocando". E' il suo settimo album ancora una volta registrato negli States (e con i Platinum Hook), sotto l'occhio attento di Fossati, per la prima volta nelle vesti di produttore unico. Per molti, il salto di qualità è evidente. Colpiscono nel segno l'intensa "Per i tuoi occhi" firmata da Maurizio Piccoli, e la pulsante "I ragazzi di qui" di Fossati, autore tra l'altro, del brano "Traslocando", un reggae con lievi venature jazz, amalgamato dalla voce sempre più duttile di Loredana. Raccolte ->

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