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Vi ricordate i primi anni '80? La trasgressione in musica si
manifestava attraverso il punk, dissacrante, estremo e
anarcoide. Era così da una parte e dall'altra dell'Atlantico. Da
noi, invece, la musica "ribelle" applicata al pop e al rock
finiva spesso per identificarsi con Loredana Bertè, da sempre
personaggio unico nello starystem nazionale. Bellezza
mediterranea, esuberante e disinibita, dalla vita spericolata e
dalla personalità tutt'altro che accomodante, la vulcanica ed
eccentrica sorella minore di
Mia Martini conosce il proprio
momento magico nel biennio 1981-1982. Una stagione da
incorniciare per la valorosa interprete di Bagnara Calabra, non
priva di importanti mutamenti sentimental-artistici, documentata
poi con efficacia da "Non sono una signora" (uscita in origine
nel 1984) dove trova spazio una dozzina di canzoni pubblicate in
precedenza negli album "Made in Italy" (1981) e "Traslocando"
(1982). In sintesi: il meglio del periodo d'oro di Loredana,
anti-signora della musica italiana, aggressiva, fragile e
sincera fino all'estremo, allora divisa tra Italia e Stati
Uniti. Nel 1981 Loredana fa addirittura base a New York. Volata
a Manhattan per un corso d'inglese, finisce con il restarci per
oltre 6 mesi. La grande mela sarà anche un flipper crudele,
umanamente parlando (come confidava ai cronisti dell'epoca)
ma intriga parecchio la ragazza. Laggiù si gode l'atmosfera
febbrile della metropoli e va fiera di ottimi agganci: dal
manager di Bob Dylan, all'arrangiatore brasiliano Eumir Deodato
per finire con Andy Warhol. Non a caso è uno dei pupilli del
papà della pop art, Christopher Markos, a occuparsi della
copertina di "Made in Italy", il suo nuovo disco. E' l'ultimo
della collaborazione (iniziata nel 1976 con "Normale o super")
con Mario Lavezzi, l'abile produttore con il quale ha vissuto un
lungo sodalizio artistico e sentimentale. Tra gli autori al
servizio di Loredana, oltre naturalmente a Lavezzi, Alberto
Radius, grande chitarra dei Formula 3 e il collaudato paroliere
Oscar Avogradro. Musicalmente parlando, "Made in Italy" sprizza
negritudine da tutti i solchi. |
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Merito anche dei Platinum Hook,
band non propriamente famosa che, sul finire degli anni '70
incise un paio di dischi per la mitica Motown, in bilico tra
soul, funky e disco. E proprio il funk fa da tessuto connettivo
sia alla trasgressiva "La goccia" sia all'autobiografica "Number
One", dove la Bertè si cimenta anche in fase di scrittura (e fa
il bis in "Lontano da dove"), mentre "Ninna nanna" sottolineato
da un cantato graffiante e sexy, si appoggia su un reggae tanto
solare quanto indolente. Rientrata da una vacanza americana
Loredana diventa la regina incontrastata dell'estate 1982. Non
c'è radio che non passi "Non sono una signora", ancora oggi tra
le sue hit in assoluto più famose, con la quale trionfa al
Festivalbar e ci si aggiudica il terzo telegatto a "Vota
la voce". Parole e musica di Ivano Fossati, al tempo fidanzato
con la sorella Mia, il brano è urlato con stile inconfondibile e
segue le coordinate di un rock ritmato e a tinte forti che non
rinuncia alla melodia. Una sorta di manifesto per lei che
spiegava: "Non so. Ivano ha un modo strano di lavorare, anzi
di rivestire i pezzi a mia misura. Riesce a dargli spessore, ma
soprattutto a esprimere il mio modo di pensare, di vivere, di
sentire. Insomma, mi ha fatto l'analisi e "Non sono una signora"
ne è il risultato". La ballata è ben architettata e
attraverso diversi passaggi poetici traccia un personale e
azzeccatissimo ritratto dell'irrequieta Loredana. Che, pochi
mesi dopo riappare vestita da
suora carmelitana per presentare
in pompa magna "Traslocando". E' il suo settimo album ancora una
volta registrato negli States (e con i Platinum Hook), sotto
l'occhio attento di Fossati, per la prima volta nelle vesti di
produttore unico. Per molti, il salto di qualità è evidente.
Colpiscono nel segno l'intensa "Per i tuoi occhi" firmata da
Maurizio Piccoli, e la pulsante "I ragazzi di qui" di Fossati,
autore tra l'altro, del brano "Traslocando", un reggae con lievi
venature jazz, amalgamato dalla voce sempre più duttile di
Loredana.
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