Ciao 2001 - numero
23/1988
LEI
Il nuovo
album registrato a San Francisco costituisce una piccola svolta
nella carriera della cantante e porta un titolo inequivocabilmente
egocentrico ”Io”. E anche l’intervista concessa a “Ciao 2001” è
tutta in prima persona. Con un pizzico di arroganza addolcito dal
consueto, irresistibile charme. |
ROMA - Il
carnet di Corrado Rustici era pieno zeppo fino a tutto il 1990, si muoveva
in sala registrazione alle prese con i provini dei nuovi album di Whitney
Houston e Narada Michael Walden, già facevano la fila in lista d’attesa
Lionel Richie e Barbra Streisand, dal canto suo tale David Zard aveva fin
da quel momento giurato di non interessarsi mai più alla musica italiana….
Eppure il miracolo è avvenuto: è stato sufficiente che Loredana Bertè
chiedesse di essere prodotta da Corrado: in men che non si dica si sono
azionati una serie di meccanismi atti a condurre in porto la realizzazione
di un album, l’undicesimo della carriera della cantautrice italiana, che
oggi è da mettere senza dubbio nel novero delle migliori proposte
discografiche di Loredana Bertè.
“Io” (scritto in collaborazione con Mario Lavezzi) è un disco che saluta,
dopo un lunghissimo periodo di silenzio che Loredana si era imposto, una
serie di novità. Prima fra tutte il cambiamento di casa discografica che
l’ha portata verso i lidi dell’RCA, ma anche la nuova veste costruitale da
David Zard. Nell’intenti di quest’ultimo e della nuova casa discografica
c’è la convinzione di non dover dare il personaggio in pasto alla
pubblicità: pochi passaggi televisivi, dunque, e ancor meno interviste,
centellinate con grande attenzione. Il disco, assolutamente
autobiografico, plaude al debutto di Loredana nella stesura dei pezzi.
L’album si apre con la sanremese “Io” qui ribattezzata “Io, si io’, un
momento ruffianamente elargito come primo impatto firmato
dall’inconfondibile stile di Tony Cicco (suo è anche “Angelo Amerikano”);
percorre appagando la sua strada con “La corda giusta” fino ad elevarsi in
un crescendo costante sulle note di “Angelo Amerikano”, guarda caso scelta
(insieme all’altrettanto valida “Senza di te…pazza di te” per il mix
confezionato a uso e consumo della radio. Il secondo lato, esaltato da
“Fornelli bianchi” e dalla già menzionata “Senza di te…pazza di te” non
mostra assolutamente il fianco. Un lavoro, insomma, che altalena
sapientemente fra atmosfere e subliment, riff prepotenti e sonorità
insinuanti. Del disco, ma anche di molte altre cose abbiamo parlato in un
lungo in contro con Loredana…
Per il tuo ritorno sulle scene si sono praticamente coalizzati i più
grandi esponenti della casa musicale italiana: da Corrado Rustici a David
Zard: un nuovo esordio alla grande…
Erano i tempi in cui Corrado lavorava in sala con il secondo album di
Zucchero, mi appassionò moltissimo la competenza che dimostrava nel
muoversi fra le macchine, quel voler intervenire a tutti i costi per
smussare gli angoli ,ma anche il modo di interessarsi realmente allo
sviluppo del prodotto, come se fosse veramente suo. Decisi, allora, che
Corrado doveva fare qualcosa per me e con me. Fortunatamente una lunga
serie di coincidenze ha fatto sì che la cosa potesse accadere; non ultimo
l’interessamento di David Zard a tutta l’impresa, ma anche quello di Piper
Frlani (manager di Rustici) che mi ha preferita a un gran numero di mostri
sacri che facevano la fila per accaparrarsi Corrado. Intanto, comunque, in
questi 2 anni di assenza avevo deciso che era inutile disperdere le forze.
Non mi piace lavorare per poco o nulla: mi reputo una persona intelligente
e con delle doti, per tale non posso costruire solo per il momento, ma
assolutamente pensare anche al domani: ecco perchè ho voluto che per la
realizzazione di questo album lavorasse il meglio.
C’è anche l’esigenza in te di lasciare qualcosa di tuo alla storia
della musica?
No, solo la soddisfazione di fare in modo che il mio lavoro possa arrivare
a quante persone e’ possibile.. Il fatto, ad esempio,che David Zard
monetizzi sulle mie espressioni musicali, può farmi solo piacere: solo
così, infatti, a me è consentito a fare dischi per un numero di
appassionati sempre più grande. |
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Abbiamo in
casa nostra una grandissima genialità, dobbiamo lavorare molto ora per far
crescere anche i nostri organizzatori. Io, con alle spalle David, posso
dirmi fortunata.
Durante e sul finire degli anni ’60 la musica davvero bella, per
definirsi tale, aveva l’esigenza di essere sotterranea, ”underground”si
usava dire: oggi c’è la necessità di conquistare le masse, secondo te è
più verace questa o quella dimensione?
Credo che comunque anche inconsciamente anche allora si pensava di
conquistare le masse. Solo la mancanza di un Re Mida della situazione ci
ha costretti a lavorare per nulla sprecando tantissime energie. Noi siamo
come i giapponesi che inquadrano un prodotto e lo riproducono anche
meglio. In qualsiasi settore siamo costretti a fuggire all’estero per
poterci imporre, guarda agli Oscar che hanno dato ultimamente agli
italiani…
David Zard è solo lui, in Italia riesce a fare le cose per bene, forse per
questo è criticato da chi, invece, non riesce andare più in la di
situazioni da due camere e cucina.
Veniamo al disco: a quale dei brani ti senti affezionata in modo
particolare, a quelli che hai scritto di tuo pugno?
No. Mi sento di poter dire che questo disco è per me intanto una cosa
assolutamente nuova che mi trova completamente partecipe. E’ la prima
volta che compongo tanto (in passato avevo sempre stravolto pezzi di
altri) e scrivermi in prima persona le cose che sento mi ha dato la
possibilità di non dover cercare l’autore a me più vicino da poter
pilotare: una lotta impari, ma che ho sempre vinto per il passato perché
non ho mai cantato cose che non sentissi in prima persona.
Hai registrato il tuo disco in america, ma credi che sia più importante
il cuore degli italiani o il grande tecnicismo che riescono a esprimere i
musicisti stranieri?
Intanto il quartiere di San Francisco dove ho registrato il disco ha in se
molto di Napoli, il cuore italiano, quindi. Poi ho trovato un gruppo che
mi ha accolto nei migliori dei modi e mi ha spronato a fare sempre di più
e meglio. Corrado poi, malgrado la sua tecnica, ha sempre Napoli nei
sentimenti: più cuore di cosi! Pensa che sono entrata in sala di
registrazione con un’LP e sono uscita con tutt’altro materiale. Bella mia,
mi ha detto Rustici,questo disco dovrà essere la conferma in Italia che
Corrado Rustici non è l’ombra di nessuno. In questo devo dire che ha
completamente ragione, lui taglia, disfa come se il disco fosse
completamente suo. Questo passaggio è carino, ma potrebbe rendere di più,
tagliamolo. - Quest’altra canzone ha uno splendido motivo, scrivici il
testo! Ci pensi io a scrivere i testi da un giorno all’altro spinta a
calci, come se fossi stata la cantante giovane da far sfondare. Corrado è
stato veramente stupendo e a lui va tutto il merito.
Sui miei appunti ho scritto che questo è l’album più riuscito di
Loredana Bertè per le sonorità, per le atmosfere….
Lascia che ti baci… Pensavo realmente la stessa cosa, c’è una pulizia ed
un gusto che non ho mai provato prima. E’ un disco che ho vissuto più di
ogni altro, un Lp dove non esiste canzone riempitiva, non credo di
sbagliarmi se affermo che sono tutti pezzi da poter registrare su 45 giri.
Ora è giunto il momento di ritornare in tournee…
Credo di essere l’unica artista donna ad aver fatto lo stesso numero di
concerti dal vivo dei colleghi uomini. Ho sempre portato in giro il fior
fiore dei musicisti e cantato dal vivo anche quando non avevo l’album da
promozionare, inventandomi sempre situazioni diverse. Ci vedremo presto in
grandi spazi, lì dove si possa apprezzare al massimo la mia dimensione.
Nei palazzetti dello sport, al limite, ma adatti come se si trattasse di
strutture all’aperto organizzati con grandi schermi (e già ti sto
anticipando delle cose che non dovrei). Saranno live acts allo stesso
livello degli americani, costruiti con grande spettacolarità ma guardando
innanzitutto alla musica che deve essere la prima attrice. Che ci sia
spettacolo ma che regni la buona musica.
Si queste parole che delineano profondamente la linea di demarcazione fra
business e impegno musicale ci salutiamo baciandoci ancora una volta:
fortuna di cronisti…
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La promozione del disco "Io": in sequenza: Loredana su Rai1, al
Festivalbar e ad Azzurro |









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Grazie a Yurimei e a Stefano per le foto ed i video! |
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