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Grazie alla
collaborazione tra Labandabertè club nella persona di Paolo Lepore
e il nostro sito, Li-Bertè siamo lieti di proporvi un intervista ad
un grandissimo della musica italiana, nonchè fidato amico della nostra
Loredana: Mario Lavezzi.
L'intervista è stata redatta da Dario B., webmaster insieme a
Giada F. di Li-Bertè e raccolta da Paolo Lepore in esclusiva
per Labandabertè Milano.
Milano, 20-09-2004 - Di ritorno da un estate ricchissima di impegni,
abbiamo l'onore e il piacere di incontrare Mario Lavezzi, famoso
produttore, autore e cantante, reduce dal successo del bellissimo brano
scritto a quattro mani con Maurizio Costanzo, "Passionalità", che da anche
il titolo al suo ultimo album.
Recentemente ha ritirato ben 2 premi
alla carriera. Uno, intitolato a Rino Gaetano, l'altro, pochi giorni fa a
Nardò, dedicato a Lucio Battisti assieme a Loredana Bertè. Un grande
riconoscimento per lei. Come sta vivendo questo momento?
Veder riconosciuto il proprio lavoro e il proprio
impegno fa sempre molto piacere, ed è un incentivo e uno stimolo per
cercare di migliorare, impegnandosi a fare sempre meglio.
Passionalità è il suo nuovo lavoro discografico. Racchiude oltre a
degli inediti, altri pezzi "storici" che ha scritto per alcuni "big" della
musica italiana. Ci vuole raccontare come è avvenuta la scelta dei brani e
dei duetti? Alcuni duetti sono stati recuperati da registrazioni
avvenute durante gli anni in cui ho collaborato in qualità di produttore e
autore con Loredana Bertè, Fiorella Mannoia e Ornella Vanoni, mentre nel
caso de “Le tue ali”, brano cantato con Anna Oxa, è stato realizzato
recuperando la voce di Anna da una sua vecchia registrazione e
“Dolcissima” rivisitata ex novo con Marcella Bella.
Nel brano "Passionalità" lei è accompagnato dalla giovanissima Veronica
Piris, come l'ha scoperta? E' d'accordo con chi paragona la sua vocalità a
quella di una giovane Loredana Bertè? Ho scoperto Veronica
attraverso un casting che avevo programmato per trovare chi potesse
interpretare nel modo più credibile il ruolo della figlia previsto dal
testo. Ego Menghini, mio amico e manager di Veronica, me l’ha presentata e
quando l’ho convocata in studio e ha iniziato a cantare, già dalle prime
note ho capito che era l’interprete giusta.
La sua vocalità ha in effetti delle caratteristiche che possono ricordare
quella di Loredana ma la cosa non mi preoccupa, anzi ho constatato con
piacere, durante alcuni spettacoli che abbiamo effettuato insieme, che tra
loro è nato subito un grande feeling. Tanto che Loredana ha voluto
regalare a Veronica alcuni bellissimi capi d’abbigliamento del suo
guardaroba e considerato il grande intuito di Loredana, ciò mi fa ben
sperare che attraverso il lavoro di ricerca che stiamo facendo sul
progetto di Veronica, si possa ottenere presto un soddisfacente risultato.
Una delle sue passioni sono le donne e Passionalità ne è la prova.
Infatti ospita alcuni grandi nomi della musica italiana, come Fiorella
Mannoia, Marcella Bella, Ivana Spagna, Ornella Vanoni e Loredana Bertè.
Come si è trovato a lavorare con loro, anche nelle precedenti occasioni?
L’amore e la passione sono strettamente collegati. Come ci si innamora
di una donna, ci si può anche innamorare e appassionare di un progetto o
del proprio lavoro. Sono convinto che qualsiasi cosa fatta con amore e
passione riesca meglio e dia più soddisfazioni. Senza amore tutto si
immiserisce. Ho condiviso questo modo di pensare, anche se manifestato in
modo differente, con tutte le interpreti con le quali ho avuto modo di
collaborare ed è forse per questo motivo che ci siamo trovati spesso sulla
medesima lunghezza d’onda, ottenendo così grandi successi.
Come abbiamo detto, tra gli autori del suo disco troviamo anche
Maurizio Costanzo. Come è nato il vostro sodalizio artistico? Avete altri
progetti insieme? Il sodalizio con Maurizio è nato nel periodo di
Natale del 2002 durante una festa a casa sua. Finito di cenare ho preso la
chitarra e con alcuni degli amici presenti abbiamo intonato un po’ di
canzoni tra cui alcune mie. Ad un certo punto Maurizio, quasi per scherzo,
mi ha detto che aveva una frase di testo che evidenziava il comportamento
di alcune donne nei confronti degli uomini e avrebbe voluto che io la
musicassi. La frase era “Ma no, ma si, ma su, ma dai”. L’idea mi piacque
subito e mi misi così seduta stante a comporre una melodia. Nacque in
questo modo la canzone “Ma dai” che durante l’estate del 2003 Andrea
Cardillo portò al successo. Da questo episodio è proseguita una fruttuosa
collaborazione che ha dato luogo a “Passionalità”, “Amore di cartone”,
“Dammi di Più” e ad altre canzoni inedite che abbiamo intenzione di unire
a nuove che scriveremo, per pubblicarle prossimamente in un unico album.
Ci permettiamo di farle una domanda a brucia pelo. Lei ha qualche
notizia certa sul nuovo lavoro discografico di Loredana Bertè? E'
coinvolto anche lei in qualche maniera? Loredana ha finito di
registrare finalmente il suo album che presto sarà pubblicato. Non ho
voluto appositamente essere coinvolto in alcun modo nella produzione
dell’album, in quanto tengo troppo all’amicizia di Loredana alla quale
voglio un gran bene e so che se fossimo entrati insieme in studio di
registrazione, come purtroppo è accaduto in passato l’epilogo non sarebbe
stato dei più felici. Mi sono quindi limitato a dare dei consigli sulla
scelta dei musicisti e sulla pianificazione del budget, in quanto Loredana
ha voluto sostenere totalmente in prima persona il costo della
realizzazione dell’album. E’ stato un duro lavoro ma Lory ce l’ha fatta!!!
Per farlo si è impegnata con grande amore e passione e come ho detto
all’inizio dell’intervista ciò che é fatto con queste intenzioni,
generalmente ottiene grandi risultati, quindi le auguro di cuore: IN BOCCA
AL LUPO!!!
Nel suo album, è anche presente il brano "Dammi di più", che vede la
partecipazione dei ragazzi del programma televisivo "Amici di Maria di
Filippi". Tra l'altro lei produce Andrea Cardillo, che partecipò alla
prima edizione di questa fortunata trasmissione di Canale5. Lavorare con
degli aspiranti cantanti e scommetterne su di uno è una prova di
coraggio.. specie in questo momento in cui il mercato discografico è in
crisi. Secondo lei esiste una soluzione per tentare di uscire da questa
crisi? Credo che i periodi di crisi siano proprio il momento giusto
per fare ricerca e avere il coraggio di investire. Certo bisogna essere
oculati e cogliere le giuste opportunità. L’avvento di internet e della
telefonia cellulare ha rivoluzionato completamente il modo di comunicare.
La musica si fruisce in un modo completamente diverso rispetto al passato
offrendo la possibilità agli utenti di essere interattivi e a loro volta
creativi.
Credo che questa non sia una limitazione ma un’opportunità, è necessario
però trovare il modo perchè venga rispettata la tutela dell’opera
dell’ingegno e del diritto d’autore che è la base di ogni cultura e
civiltà.
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Passionalità non finisce di stupirci. Tra gli autori che hanno lavorato
assieme a lei (come Mogol, Pace, Avogadro..) spunta la bravissima Giulia
Fasolino, in passato collaboratrice anche di Mina. Come è avvenuto questo
incontro? Giulia oltre ad essere una
grande musicista ed una straordinaria interprete è anche una cara amica.
Lei e il suo consorte Alfredo Golino, anche lui straordinario batterista,
hanno sempre collaborato alla realizzazione dei miei progetti artistici.
Li ho conosciuti in un locale di Milano, che si chiamava “Village”.
Insieme avevano formato un singolare duo. Lui suonava la batteria su base
registrata e lei cantava, ma erano talmente bravi che sembravano
un’orchestra al completo. Me ne innamorai subito e da li iniziò una lunga
collaborazione che ancora continua.
Nel suo ultimo album è incluso il brano "In alto mare", cavallo di
battaglia di Loredana Bertè, pezzo nel quale lei figura tra gli autori.
Dopo ben 24 anni è ancora in vetta alla hit parade grazie ad un accorto
"remake" dei 2Black. Che effetto le fa? Come mai, secondo lei, vi è un
crescente interesse verso i grandi successi del passato? E’ sempre
una grande soddisfazione constatare che ciò che si è creato riesce ancora
ad emozionare e coinvolgere nuove generazioni. Credo che il periodo degli
anni 70 sia stato un momento unico ed irripetibile. La musica, la
letteratura, l’arte figurativa, la moda, il cinema ecc. si rincorrevano
rappresentando la voglia di cambiamento, di trasgressione di rivoluzione
dei costumi che le nuove generazioni manifestavano ovunque. Vi era un
fermento al quale chiunque, avesse la fortuna di poter fare un lavoro
creativo, non poteva sfuggire. Oggi nei medesimi settori vi è purtroppo un
appiattimento generale con pochissimi episodi di coraggiose proposte e
quindi ci si rifugia a riproporre, adeguando il linguaggio, le vecchie, se
pur buone, idee di allora.
Nella domanda precedente abbiamo toccato anche il tema della
televisione. Cosa ne pensa del fenomeno dilagante dei reality show, che
imperversano su tutte le reti, ed in particolare di quelli musicali, come
"Amici" e Music Farm? Come dicevo nella risposta precedente, credo
sia questo un periodo in cui la gente comune è stanca di divi
preconfezionati e vuole essere più protagonista. I programmi televisivi
citati rappresentano questa modo d’essere e di pensare.
Come ha dichiarato più volte Loredana Bertè, è stato lei a convincerla
a partecipare a Music Farm. Come ci è riuscito? E soprattutto, l'ha
seguita da casa? Quali sono i momenti della sua permanenza che l'hanno
colpita maggiormente? Loredana aveva necessità di realizzare il suo
disco e se lo voleva finanziare. Quindi partecipare alla trasmissione,
come lei stessa ha dichiarato, era un modo per reperire i fondi necessari.
Da parte mia ero convinto che partecipando alla trasmissione avrebbe avuto
modo di tornare a socializzare e dopo un periodo così lungo di auto
isolamento ciò non potesse che giovarle sia fisicamente che
psicologicamente. E così è stato. Il pubblico le ha riservato una grande
simpatia, in quanto ha avuto modo di apprezzare il suo spontaneo e genuino
anticonformismo. Io mi sono divertito particolarmente quando come una
monella è entrata nelle cucine del centro e ha schiacciato con le mani
tutti i cornetti che erano a lievitare nel forno.
Oggi, 20/09/2004 è il compleanno di una sua cara amica, Loredana Bertè.
Ci vuole raccontare qualcosa sul vostro particolare rapporto? Vuole
rivolgerle un pensiero attraverso questo spazio?
Ho amato Loredana e anche se il nostro
rapporto sentimentale e di lavoro è stato molto travagliato, per lei
ancora oggi nutro un profondo affetto. A lei non è mai piaciuto
festeggiare il suo compleanno, quindi per non farle un dispetto non le
farò gli auguri, ma ribadisco: “Loredana ti voglio molto bene”.
Per completare il quadro, parliamo anche della sua attività di autore.
Ha in serbo qualche nuovo brano da regalarci? Se sì, lo terrà per se o lo
cederà a qualche altro artista? In verità quando scrivo una canzone
non penso quasi mai se è per me o per qualcun altro. Compongo cercando di
scrivere qualcosa che realmente mi piaccia. Successivamente se sono in
procinto di produrre un album propongo le canzoni all’artista in
questione. In questo momento sto lavorando alla realizzazione di un
progetto per Veronica e in questo caso ho scritto alcune canzoni mirate
che credo possano essere in linea con quello che stiamo cercando.
La bandabertè club Milano sta organizzando il 2° Raduno Nazionale dei
fans della Bertè e quest’anno l’incasso della serata verra devoluto in
beneficenza per la ricerca sull’HIV alla clinica San Luigi “San Raffaele”
di Milano, sappiamo che lei è stato raggiunto al telefono e invitato a
parteciparvi. Le fa piacere che i fans di Loredana siano interessati alla
sua musica e al suo lavoro? E cosa ne pensa di questa iniziativa?
Mi fa molto piacere che i fans di Loredana siano interessati al mio
lavoro, anche se mi sembra naturale, considerato che molti album di
Loredana li ho scritti e prodotti io. Trovo che la vostra sia una lodevole
iniziativa, alla quale parteciperò con molto piacere.
Prima di congedarci vorremmo che lei stesso sia a dare, magari a chi si
sta avvicinando solo ora alla sua musica, 3 buoni motivi, oltre a quelli
già forniti da noi, per ascoltare e acquistare "Passionalità". 1)
L’album rappresenta uno dei percorsi più significativi della mia carriera
2) Come ho scritto nella prefazione della copertina del CD, l’ordine con
cui sono state messe in sequenza le canzoni da luogo ad una storia d’amore
e ogni canzone rappresenta un momento tipico, come l’innamoramento,
l’incomprensione, il tradimento, l’abbandono e il ritrovarsi. Una bella,
anche se travagliata, storia d’amore a lieto fine. 3) Ci siamo divertiti
molto a realizzare questo album e credo che ascoltandolo questo si
avverta.
Quindi non posso che augurare a tutti coloro che mi daranno fiducia e lo
compreranno, BUON DIVERTIMENTO!!!
Ringraziandola per la simpatia e la disponibilità nei nostri confronti,
vuole rivolgere un saluto ai tanti navigatori di Li-Bertè? A voi
tutti naviganti e navigatori spero di avvistarvi o incrociarvi presto.
Mario Lavezzi
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