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Fabrizio De André: nuove voci per vecchi canti di Giorgio Maimone
Fabrizio De André,
esce il disco registrato dagli "amici cantautori" nel marzo 2000
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Provate
a pensare: Vasco Rossi che canta "Amico fragile", Fiorella Mannoia
alle prese con Khorakané (dove però evita il sesto grado superiore del
vocalizzo finale), Vecchioni che si di disimpegna da par suo in "Hotel
Supramonte", Enzo Jannacci alle prese con una trepidante prima
edizione di "Via del campo", che poi diventerà un classico del suo
repertorio. Brividi d'autore. C'erano tutti quella sera di marzo del
2000 a celebrare Fabrizio De André, il più grande poeta in musica che
abbia mai avuto l'Italia ma, secondo Fernanda Pivano, una delle voci
più alte della Poesia tout-court nel Novecento. C'erano tutti, tutti
compresi e sinceramente dolenti, impegnati a dare il meglio di sé nel
reinterpretare i classici di Fabrizio. C'era anche un inatteso e un
po' incongruo Adriano Celentano che attaccava con una voce da brivido
"La guerra di Piero" salvo smarrirsi nel testo poco dopo la metà,
ricominciare, interrompersi ancora e portare a casa una salva di
fischi da un pubblico, pagante e inferocito. Onestamente non si può
andare a cantare De Andrè non riuscendo nemmeno a seguire il testo
scritto.
"Faber
- Amico Fragile" in vendita dal 14 novembre 2003. E così lo stesso
pubblico era pronto ad accogliere con un boato di gioia Jovanotti,
anche lui fuori quadro rispetto a De André, ma capace di entrare in
scena con i fogli del testo, buttarli per aria e cantare a memoria una
decente versione della "Cattiva strada".
C'era Loredana Berté
che "abbaiava" la sua "Una storia sbagliata" ma si capiva che era
proprio la sua storia di cui stava cantando.
E c'era dolore e rabbia, c'era il grido strozzato in gola, c'era
un'umanità nuova dentro uno dei classici minori di Fabrizio. Nella
categoria dei "brividi" rientra anche "Verranno a chiederti del nostro
amore" tirata a lustro da una grande Eugenio Finardi. E Franco
Battiato con una cauta "Amore che vieni, amore che vai", Gino Paoli
con "La canzone dell'amore perduto", la Pfm con "Il pescatore", Teresa
De Sio con "La ballate del Miché", Ornella Vanoni e "Bocca di rosa",
che, anche qui, sembrava cucita addosso a lei, ma anche la "Canzone
per l'estate" di Edoardo Bennato si faceva ascoltare e Zucchero
tornava credibile impegnandosi a fondo in "Ho visto Nina volare". Ma
non è tutto: c'era anche la sua famiglia e la sua tribù, quella di
Fabrizio: Luvi che cantava "Rimini", Cristiano con "Creuza de Ma",
Mauro Pagani coautore e qui interprete di una difficilissima "Sidun",
Vittorio De Scalzi con "Signore Io sono Irish", fino a Max Manfredi
che cantava "Fiume Sand Creek" e Oliviero Malaspina con "La canzone
del padre", fino a Francesco Baccini con "La ballata dell'amore
cieco". C'erano tutti: 21 protagonisti della nostra musica
d'autore quella sera del 12 marzo 2002, un anno e tre mesi dopo la
morte di Faber. Il gotha del gotha della musica d'autore a rendergli
omaggio e a ricordarlo. Mancavano solo Francesco Guccini, Francesco De
Gregori e Massimo Bubola e l'assenza di questi ultimi due pesava di
più perché già collaboratori entrambi di Fabrizio nella fase iniziale
della loro storia musicale. Vasco Rossi, Finardi, Vecchioni, Jannacci
e Berté da brivido De Gregori rimedierà poi con l'uscita del suo disco
"Amore nel pomeriggio", arricchito da una versione epocale di "Canzone
per l'estate", mentre Guccini dedicherà all'amico scomparso nei
concerti la sua "Lettera", scritta però in precedenza. Bubola, a sua
volta, pubblicherà un cd dal vivo con 6 canzoni scritte assieme a De
André o per De André: "Il cavaliere elettrico". C'erano tutti e ci
saranno tutti sulla versione in cd del concerto. Il concerto si
chiamava "Dalla parte degli ultimi", il cd uscirà il 14 novembre e si
chiamerà "Faber - Amico Fragile" - edito dalla BMG per conto della
Fondazione De André - euro 22,90, disco doppio. Dopo esserci "cibati"
per anni delle copie "pirata" del concerto, divoreremo in massa il
pranzo ufficiale, perché gli orfani di De André sono tanti. E sono
ancora in lutto.
(dal sito CNN.it) |